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Relazione
Il problema del Visual Merchndising è oggi uno dei temi più attuali del mondo della grande distribuzione. Il progettista, chiamato a creare nuove formule di vendita e nuovi espositori per l'area l'area moda, deve innanzi tutto conoscere la merce da presentare e il consumatore a cui è indirizzato il messaggio. Deve tener conto anche che tendenze espositive cambiano con l'evolversi dei tempi, poichè è molto forte l'interazione tra moda, le innovazioni tecnologiche e inuovi modi di vivere. Inoltre chi espone un abito deve essere in grado di progettare spazi capaci di inglobare e sintetizzare le caratteristiche del prodotto e le intenzionalità dello stilista. Allora, fondamentale è il ruolo del messaggio visivo. Esso, se progettato bene arriva, arriva fino al consumatore. Infatti, come ci insegna Gillo Dorfles, il consumo è strettamente legato ai fenomeni comunicativi, poichè danno l'immediata trasmissione del prodotto.
L'immagine se trasmessa bene deve attirare l'attenzione del pubblico sopra il prodotto, il nome, che mira a pubblicizzare, e per raggiungere tale scopo il progetto deve essere altamente informativo. Il Visual Merchandising ha così il compito di trasformare l'esposizione della merce in uno strumento attivo, esso infatti si sostituisce al tradizionale commesso e per questo l'espositore deve essere comunicativo e chiaro. In questo caso lo schema compositivo della merce secondo il colore, la taglia e i modello aiuta a capire meglio la merce esposta e a memorizzare il prodotto. Il progetto presentato racchiude in sè i requisiti sopra elencati. Esso è pensato come una torre di avvistamento o un faro luminoso capace di attirare, anche da lontano, l'attenzione del consumatore, immerso nel caos del grande centro commerciale. L'espositore può contenere scaffali dove collocare la maglieria ripiegata [secondo la taglia, il modello e il colore] e spazi dove esporre
manichini per per suggerirci gli abbinamenti ottimali della collezione. Inoltre i pannelli [display o video], posti in alto sulle pareti, trasmettono messaggi che ci spiegano meglio la qualità del prodotto... |
Bibliografia:
- Barthes Roland, Sistema della Moda, Einaudi 1967
- Bocca Nicoletta, Moda: Poesia e progetto, Domus Accademy, 1990
- Dorfles Gillo, La Moda nella Moda, Einaudi 1970
- Munari Bruno, Design e comunicazione visiva, Laterza 1968
- Miardi Viviano, Il linguaggio della vetrina, Meb 1996 |
| Il concorso venne bandito da EFIMA [Ente Fiere Italiane Maglieria e Abbigliamento] e promossa da Moda Industria nel 1997, e prevedeva la "creazione di soluzioni speciali per la presentazione della moda nelle Grandi Superfici [vetrine, corners, display]". |
Progettista
Arch. Maria Ciotta
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