architettura nella provincia di trapani
Maria Ciotta Panchina in marmo "keras"
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Relazione
Il progetto in esame mira alla qualificazone e valorizzazione dei materiali e dei componenti prodotti in Sicilia. Senza dubbio luogo influenza le scelte progettuali nell' uso dei materiali e delle tecnologie; infatti il materiale scelto per la realizzazione di tale manufatto è il marmo siciliano. La Sicilia è una regione ricca di marmi, le cave sono concentrate prevalentemente nella provincia di Trapani. Nel campo dell'arredo urbano i materiali lapidei vantano tradizioni ineguagliabili ad alti prodotti di sintesi industriali. Gli spazi urbani sono vissuti da centinaia di migliaia di persone. Gli elementi funzionali sono sottoposti a gravose sollecitazioni di ogni tipo [usura, agenti atmosferici, vandalsmo, ecc.], quindi la scelta dei materiali non può prescindere da criteri quali robustezza, semplicità, comfort e pulizia. lnoltre, la facilità di integrazione nei contesti urbani rientra nell' ordine delle cose, in quanto i marmi sono elementi deputati a stabilire un trait d'union ottimale tra ambiente naturale e ambiente costruito. Vasche, fioriere, panchine sono tutti elementi che associano al momento funzionale anche la proprietà di definizione decorativa del contesto urbano. I marmi sono sinonimo ci grandiosità e robustezza, ne sono testimonianza i monumenti neolitici sparsi nei paesi che si affacciano sul Mediterraneo, le cattedrali gotiche, le cappelle baracche, ecc. Nei tempi passati, però, il processo creativo dell' architetto era accompagnato dall'opera dell'artigiana ad altissimo livello e la profonda intesa fra maestranze e progettista era avvertita nell'opera compiuta; ora le condizioni operative sono cambiate e si avvertano sintomi di scadimento nell'impiego dei materiali lapidei. Oggi, è stato rilevato un dualismo esistente tra progettazione esterna e processo individuale dovuta ad una ignoranza da parte del progettista. La maggior parte dei pragettisti è impreparata, non conosce le caratteristiche intrinseche del marmo, sul piano compositivo è disorientata, non riesce a inserire questo materiale nei contesti urbani a causa di una insufficiente conoscenza tecnologia e culturale, dovuta ad una carenza di informazione. Bisogna. quindi, educare il progettista alla conoscenza dei materiali lapidei e delle relative tecniche di lavorazione. Il progettista deve coltivare un atteggiamento castantemente critico, deve integrare tecnologie antiche con quelle moderne; sicuramente alcune tecnologie particolari vanno perdute in quanto superate, altre tecnologie nuove e altrettanto interessanti, devono essere acquisite. Senza dubbio, notevole è lo sviluppo che si è avuto nel campo delle tecnologie e, quindi più ampio è il panorama delle possibili scelte progettuali; inoltre, attraverso la fusione delle tecniche del passata con quelle odierne il materiale lapideo diventa un materiale moderno e attuale. Così la possibilità di disporre oggi di macchinari a controllo numerico, per il taglio dei blocchi di grandi dimensioni e secondo profili curvilinei di una certa complessità, ha aperta un interessante ambito di ricerca; obiettivo da raggiungere è quello di creare un rapporto di fusione tra industrializzazione, cultura e tecnica, come auspicava Le Carbusier.
Il "1° concorso progetto giovani", bandito nel 1995 dall'A.I.S.E.R. [Associazione Ingegneri Sviluppo e Rinnovamento] e dal DPCE [Dipartimento di Progetto e Costruzione Edilizia], prevedeva la "progettazione di manufatti edilizi per la qualificazione e valorizzazione dei materiali e dei componenti prevalentemente prodotti in Sicilia, relativamente al settore industriale e artigianale".
Progettista
Arch. Maria Ciotta
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