Giuseppe Mogliacci – Il parco della Legalità: riqualificazione degli spazi della Calcestruzzi Ericina
dicembre 12, 2011 in Giuseppe Mogliacci, Progetti, Spazi aperti, traarchit
“… Il progetto nasce in occasione di un workshop voluto dall’Ordine degli Architetti di Trapani in collaborazione con la Calcestruzzi Ericina, azienda che produce conglomerato cementizio, sequestrata alla mafia …“
Progettista/i: Arch. Giuseppe Mogliacci
Collaboratore/i: -
Progetto: 2009
Committente: Ordine degli Architetti di Trapani in collaborazione con la Cooperativa Calcestruzzi Ericina Libera
Luogo: Calcestruzzi Ericina Libera, Via Francesco Culcasi, Trapani
Foto: Arch. Giuseppe Mogliacci
Note: Progetto partecipante al Workshop di progettazione “Il parco della Legalità”
Materiali
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Dati dimensionali
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Descrizione
Il progetto nasce in occasione di un workshop voluto dall’Ordine degli Architetti di Trapani in collaborazione con la Calcestruzzi Ericina, azienda che produce conglomerato cementizio, sequestrata alla mafia. Il lavoro nasce con l’intento di sistemare opportunamente questo spazio che non deve essere considerato semplicemente un posto di lavoro, ma un simbolo di riscatto in favore della legalità nella e della nostra provincia.
Essa si trova ai margini della città di Trapani, quasi nascosta dalla sopraelevata che dalla zona industriale porta all’ autostrada A 29 ed attigua alla ferrovia che porta a Castelvetrano.
Questo luogo ha una collocazione paesaggistica non indifferente in quanto ci sono elementi facilmente visibili come il monte Erice ad est che sembra quasi proteggerlo, porzioni della città a nord-ovest ed elementi non visibili alla quota di calpestio che lo diventano a determinate quote, come le isole Egadi ad ovest.
Il progetto dunque si pone i seguenti obiettivi:
Il primo è quello di ridisegnare questo spazio per dargli una nuova configurazione con l’intento di renderlo riconoscibile ed identificabile attraverso la realizzazione di elementi particolari ed interessanti.
Il secondo è quello di permetterne il suo attraversamento per far sì che la collettività se ne possa appropriare.
Il terzo, infine, è quello di dare una misura, caratterizzata nell’individuazione di alcuni elementi paesaggistici puntuali e singolari, per consentire alla gente di poterlo riconoscere come luogo appartenente alla città.
Volendo tradurre ciò, il lavoro qui proposto vuole progettare questo spazio per riqualificarlo cercando di dargli un aspetto nuovo ed interessante ricongiungendolo anche, seppur solo visivamente, alla città.
Il progetto, pertanto, consiste, tenendo conto delle direttive dell’azienda che preferiva una perimetrazione alberata del luogo, nel realizzare principalmente:
- un percorso pedonale, perimetrale ed alberato che segue la quota della viabilità interna per vedere quegli elementi paesaggistici e non, interni o esterni all’azienda, facilmente visibili, e che si alza in quota in alcuni punti, per vedere quelli che non lo sono. Gli alberi diventano così: direzionali sia per chi percorre lo spazio a piedi, sia per i mezzi che lo attraversano internamente; dispositivi di paesaggio poichè aiutano la percezione di determinate cose esterne o interne all’azienda; limite in quanto ridisegnano i confini esterni dello spazio.
- due torri a pianta rettangolare alte 30 m. in calcestruzzo armato, colorato e trattato, sistemate ai piedi della grande rampa portando su uno dei due lati lunghi( quelli esterni) il motto “ Insieme si può “, posto a calco.
Entrambe le torri contengono all’interno un ascensore che porta ad una passerella posta a 21 m. di altezza con l’unico scopo di poter ammirare tutto il paesaggio a 360°. Esse sono ricoperte da faretti a led facendo sì che le due torri, illuminandosi, siano visibili anche la notte. Pertanto di giorno irrompono nel paesaggio per via della loro matericità, la sera, invece, si smaterializzano perdendo così la loro consistenza imponente e massiccia, creando un esempio di scenografia urbana unica, raffinata e pregevole.
Queste due grandi “lampade” sono pensate come due elementi puntuali che, a causa della loro altezza, la gente, pur non fermandosi, sono obbligati a vedere e quindi ad attestare la presenza dell’azienda nella nostra città. Esse, a questo punto visto l’ubicazione, diventano anche un moderno “Ingresso” alla città di Trapani.
Le due torri però si caricano soprattutto di una valenza simbolica in quanto, visto i precedenti non leciti dell’ azienda, la loro forte verticalità sta a significare il “voler puntare in alto” ossia lasciarsi alle spalle tutto ciò che è negativo, per realizzare qualcosa di positivo, di lecito e di giusto, possibile solo con l’aiuto di tutti i cittadini, così come dice la scritta ”Insieme si può “, che a tal proposito diventa un monito collettivo.
Il percorso pedonale termina in uno spazio abbastanza ampio dove, previa sistemazione, si possono ospitare manifestazioni di vario genere, che trovano come scenografia le due torri, simboli di unione, operatività e legalità.
- © Giuseppe Mogliacci
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N.B. La località puo’ essere solo un riferimento. Potrebbe indicare la città ma non l’indirizzo esatto.

















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