Premio Internazionale Architettura Sostenibile 2010
aprile 4, 2010 in Terza pagina, Vito Corte
Il premio, ideato e promosso da Fassa Bortolo e dalla Facoltà di Architettura di Ferrara , nasce dalla volontà di premiare e fare conoscere ad un ampio pubblico architetture che sappiano rapportarsi in maniera equilibrata con l’ambiente e che siano pensate per le necessità dell’uomo. In questa edizione va segnalata la partecipazione e la vittoria ex aequo, nella sezione Tesi di Laurea, del progetto denominato IN/OUT Campus ad Erice di Ignazio Amico e Damiano Caruso con relatore l’Arch. Vito Corte e correlatore l’Arch. Adriana Sarro.
La giuria coposta da Thomas Herzog (Presidente di Giuria), Alexandros Tombazis, Juhani Pallasmaa, Nicola Marzot, Gianluca Minguzzi (Segretario) ha espresso il seguente giudizio conseguente al primo premio:
“Il progetto definisce una concezione di architettura realmente integrata nel paesaggio; la lettura del tessuto urbano adiacente diviene guida per lo sviluppo dell’intervento che intende così riconfigurare un margine urbano ponendosi in continuità con il resto della città. L’andamento orografico ha stimolato l’analisi di soluzioni ipogee, capaci di radicare il nuovo intervento nel territorio in modo non invasivo, rispettando l’identità del luogo e la sua storia. Un’adegata sensibilità progettuale ha permesso di gestire la complessità delle richieste progettuali coniugandole in modo equilibrato con l’utilizzo di strumenti bioclimatici indispensabili a garantire un funzionamento pienamente sostenibile dell’architettura.”
La tesi è stata discussa presso la Facoltà di Architettura, Università degli Studi di Palermo nell’anno accademico 2007/2008, con tema un campus universitario ad Erice. “La città di Erice, posta a nord-est di Trapani, si estende sulla sommità di una rocca a 756 metri s.l.m. La forma del centro urbano è riconducibile a quella di un triangolo quasi equilatero, caratterizzato sul versante meridionale e settentrionale da alti strapiombi rocciosi e dalla cinta muraria punica, mentre sul versante orientale il limite è difficilmente distinguibile. Il sito di progetto, insiste sul versante orientale in cui gli spazi risultano disorganizzati e disomogenei, slacciati dal centro storico. Dalla lettura del tessuto urbano sono emerse le linee guida dell’intervento che intende riconfigurare il margine urbano ponendosi in continuità con i percorsi esistenti, in modo da ricucire l’area con il resto della città. Dall’analisi PIENI-VUOTI, è emersa una rappresentazione astratta a livello planimetrico, che individua i rapporti che intercorrono tra lo spazio pubblico ed il cortile, inteso come uno spazio semi-privato, una sorta di filtro tra interno ed esterno. Inoltre l’analisi ci ha permesso di individuare, attraverso una ricerca sperimentale, alcuni grafemi-tipo, definendo un alfabeto dei vicoli che, in sequenze modulari, delimitano i diversi ambiti spaziali, rispettando comunque la matrice del nuovo vocabolario urbanistico. Partendo da questa considerazione, nell’immaginare un nuovo scenario che abbia la funzione di accogliere un campus universitario di alloggi, si è concretizzata l’idea di applicare un linguaggio proprio dell’architettura ipogea; spinti dalla volontà di rafforzare il rapporto con il luogo e stimolati dall’orografia del terreno che si articola su varie quote, divenendo a sua volta elemento compositivo del progetto. Le case del nuovo campus, ripetute per tutta l’area di progetto per un totale di 16 alloggi, sono caratterizzate da un tipo di impianto molto semplice. L’unità di tipo “A” è costituita da un impianto ad “L”, che si sviluppa su due quote differenti raccordate da una scala interna; mentre l’unità di tipo “B”, si svolge tutta su un unico livello. Trattandosi di alloggi per studenti, gli ambienti sono ridotti all’essenziale ricoprendo una superficie di 75 mq. Dal punto di vista tecnologico-costruttivo le unità sono formate da un guscio di cemento armato con un unico fronte vetrato. L’impianto ipogeo consente un risparmio energetico attraverso la riduzione delle dispersioni termiche sia d’estate che d’inverno. Sul solaio di copertura, su cui grava il peso del terreno, sono collocati degli elementi modulari a cupola “IGLU’” che consentono di alleggerire il carico sulla struttura e di isolarla attraverso la formazione di una camera d’aria. Inoltre le case vengono impermeabilizzate mediante l’uso di una rete geotessile “ENKADRAIN” che permette il deflusso delle acque d’infiltrazione. Le aperture poste sul tetto, fungono da torri del vento e permettono una ventilazione naturale, contribuendo a controllare la temperatura negli ambienti.“
riferimenti esterni: www.premioarchitettura.it






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