Cecilia Riolo – Viaggio virtuale in un “oasi di sale” nel mediterraneo, Trapani

febbraio 24, 2008 in Cecilia Riolo, traarchit, Università, Urbanistica e Paesaggio

Viaggio virtuale in un "oasi di sale" nel mediterraneo… Rappresentare un luogo non vuol dire soltanto disegnarne le caratteristiche fisiche è geometriche, può significare anche far conoscere i diversi aspetti di un territorio, osservandolo da differenti punti di vista…

Tesi di laurea: Rappresentare per conoscere e proteggere: Viaggio virtuale in un “oasi di sale” nel mediterraneo
Tesista/i: Arch. Cecilia Riolo
Anno Accademico: 2006/07
Luogo: Facoltà di Architettura di Reggio Calabria
Relatore: Arch. Gaetano Ginex
Correlatore/i: Dott. Andrea Longo
Note: -

Descrizione
Rappresentare per conoscere e proteggere: Viaggio virtuale in un “oasi di sale” nel mediterraneo
Rappresentare un luogo non vuol dire soltanto disegnarne le caratteristiche fisiche è geometriche, può significare anche far conoscere i diversi aspetti di un territorio, osservandolo da differenti punti di vista.
Il territorio delle saline di trapani è il luogo che ci siamo proposti di rappresentare, quest’area, la cui estensione è di quasi 1000 ettari mostra aspetti inconfondibili ed unici per la presenza delle saline con i suoi mulini a vento e per le particolarità botaniche e la varietà faunistica.
Localizzate sulla costa occidentale della Sicilia le saline di Trapani si estendono per una vasta porzione di territorio pianeggiante che va da Trapani a Nubia, la visione dall’alto mette in luce la tessitura del paesaggio delle saline che ritagliano sul territorio una suddivisione di spazi come a formare una griglia delimitata dagli argini delle vasche colme d’acqua, che dalla costa si addentrano nel territorio.
L’acqua è l’elemento predominante della salina, essa è presente non soltanto come materiale ma anche come colore, se si osservano attentamente le vasche si nota che durante il processo di estrazione del sale la colorazione dell’acqua cambia in rapporto alla temperatura assumendo toni sempre più sfumati con colori che vanno dall’azzurro del mare passando per il rosa-arancio delle vasche salanti fino al bianco dei cristalli di sale dovuto alla totale evaporazione dell’acqua, il cambiamento di colore, durante le fasi del ciclo di produzione del sale è dato dall’azione dei raggi solari su strati sovrapposti di microorganismi che trasformandosi nel tempo secondo un proprio sistema fisiologico, assumono colorazioni diverse donando molteplici tonalità di colore all’acqua delle vasche.
Una salina è costituita da una serie di vasche che variano per dimensioni e profondità, dette evaporanti, in cui l’acqua evapora per l’irraggiamento solare, ed una vasca finale detta casella salante dove avviene la precipitazione del sale.
In una salina di tipo tradizionale l’acqua del mare viene fatta affluire tramite un sistema di canalizzazioni e di chiuse, una volta riempita la vasca di acqua fridda con l’acqua prelevata dal mare, l’acqua viene trasferita nelle vasche successive dette di acqua crura dove inizia il processo di evaporazione, è successivamente ancora nel vasu coltivo dove iniziamo ad avere i primi precipitati tra cui il più significativo è il carbonato di calcio, nella quarta vasca evaporante l’acqua raggiunge la massima densità prende il nome di acqua fatta che viene inviata, infine, nelle caselle salanti, dove l’acqua, satura di sale comincia il suo processo di deposizione del cloruro di sodio sul fondo delle vasche, il sale un volta raccolto viene disposto in tumuli o munzeddruni, è ricoperto con un sistema di sovrapposizione di tegole.
L’ordine di riempimento delle vasche segue un ciclo temporale che va da marzo a ottobre, durante la stagione delle pioggie si aprono le chiuse per la pulitura delle vasche.
Esiste inoltre in quanto parte del complesso sistema di trasformazione del prodotto mare-sale, un particolare mondo animale vegetale che anima il luogo in superficie ed all’interno, anche, delle vasche. Esso è parte integrante della salina.
Il suo ciclo biologico riproduttivo è decisamente legato alle stagioni e non subisce l’azione dell’uomo.
La vegetazione sui camminamenti è composta principalmente da cespugli di calendula marina e di salicornia che si offre come rifugio in cui nidificare e deporre le uova a quegli uccelli di passa e stanziali, che trovano nelle saline il loro ambiente ideale, per la riproduzione.
Questa costa, è dunque la sponda di passa o di nidificazione per il fenicottero rosa, per l’airone cenerino, e per gli altri uccelli come il fraticello il fratino ed il cavaliere d’italia, che nelle vasche intermedie delle saline, dove l’acqua è bassa, ma la concentrazione salina non è eccessiva, trovano di che cibarsi prima di riprendere il cammino migratorio.
Per una lettura più approfondita del territorio abbiamo rappresentato graficamente una sezione ideale del paesaggio delle saline, che dalla superficie dei camminamenti scenda fino al fondo delle vasche, permettendo di comprendere più chiaramente non solo l’essenza, ma anche la struttura di questo paesaggio unico e irripetibile.


N.B. La località puo’ essere solo un riferimento. Potrebbe indicare la città ma non l’indirizzo esatto.