Giuseppe Gabriele – Vasi e lampade in pietra di Sicilia

aprile 2, 2007 in Design, Giuseppe Gabriele, Progetti

Vasi e lampade in pietra di Sicilia…Nell’estremo occidentale della Sicilia pietre e marmi costituiscono da secoli il settore trainante dell’economia, vi è qui una così vasta e varia serie di giacimenti da fare di questo comprensorio il secondo bacino marmifero italiano…”

Progettista: Arch. Giuseppe Gabriele
Progetto: -
Realizzazione:-
Committente: Privato

Descrizione
Nell’estremo occidentale della Sicilia pietre e marmi costituiscono da secoli il settore trainante dell’economia, vi è qui una così vasta e varia serie di giacimenti da fare di questo comprensorio il secondo bacino marmifero italiano.

Ho iniziato la conoscenza del materiale e del suo universo lavorativo una decina di anni fa con una prima serie di vasi realizzati con il tornio manuale da artigiani locali.

La documentazione comprende tre esempi della prima serie di vasi, e due delle successive.

Il primo manufatto è un’alzata a doppia conca realizzato in pietra di Billiemi levigata di forte spessore.

Il secondo un bacino in Libeccio, la pietra più ricca, levigato

Il terzo è un centrotavola in Onice Siciliano realizzato da un vecchio maestro artigiano con estrema finezza di esecuzione: lo spessore è così assottigliato da rendere diafano il manufatto, lucidato con metodo tradizionale.

I due oggetti che seguono sono entrambi realizzati al tornio automatico e sono l’uno, quasi, la naturale evoluzione dell’altro.

Il vaso “Dorico” a fianco, in grandezza naturale, è realizzato in pietra di Billiemi lasciata grezza. Le fasi di lavorazione sono le seguenti: il blocco di pietra, un parallelepipedo a base ottagonale, viene preventivamen- te svuotato con la tecnica del carotaggio, passa poi al tornio copiatore (automatico) dove per mezzo di una sagoma bidimensionale si da corpo al vaso. L’asportazione della pietra avviene con un procedimento per passaggi succes- sivi dell’utensile che lascia in un primo tempo sulla superficie esterna del blocco una serie di filettature parallele asportate poi dal successivo passaggio. Questa prima operazione determina un trattamento superficiale pregevole.

Da questa osservazione è scaturito il progetto della lampada “Elettra”, il materiale scelto, per la sua trasparenza e reperibilità, (in un primo tempo si era pensato all’Onice siciliano ma lo sfrido prodottosi in fase di realizzazione ne ha sconsigliato l’uso), è stato il Bianco di Carrara e successivamente il Rosa del Portogallo. Gli artigiani che hanno realizzato i vasi sono stati: Giovanni Artale e Girolamo Ferito entrambi trapanasi.