Scalvedi / Sepe / Bruschi / Costanzelli – Uffici Comunali e Giudiziari di Castelvetrano
febbraio 9, 2005 in Andrea Bruschi, Edilizia pubblica, Luca Scalvedi, Progetti, Tiberio Sepe
“… Su un’area confiscata alla mafia, l’intervento propone un foro delle istituzioni in bilico fra memoria e modernità, nel quale l’immagine della res publica rappresenta un’idea di Stato moderno, proiettato verso uno standard europeo …“
Progettista/i: Archh. Luca Scalvedi, Andrea Bruschi, Tiberio Sepe.
Collaboratore/i: Chiara Costanzelli
Progetto: 2001
Realizzazione: -
Committente: Comune di Castelvetrano
Luogo: Castelvetrano
Note: Concorso nazionale Piano particolareggiato e progetto per la nuova sede degli Uffici Comunali e Giudiziari di Castelvetrano. Secondo classificato.
Programma funzionale
Caserme e abitazioni per le Forze dell’Ordine, esercizi commerciali, uffici comunali, giudiziari e delle entrate, chiesa, attrezzature sociali, culturali e pubblici servizi, aree di verde pubblico, autorimesse, parcheggi.
Dati dimensionali
Indice di fabbricabilità: 3.00mc/mq
Superficie del lotto: 51.000 mq
Cubatura consentita: 153.000 mc
Rapporto di copertura: 40%
Cubatura di progetto: 100.055 mc
Ingombro planimetrico nuova edificazione: 10.787 mq
Superficie totale ingombro: 21%
Parcheggi: 20.037 mq
Verde attrezzato: 6.771 mq
Numero nuove alberature: 101
Ammontare complessivo delle opere al 1999: 4.131.655 euro
Descrizione
Su un’area confiscata alla mafia, l’intervento propone un foro delle istituzioni in bilico fra memoria e modernità, nel quale l’immagine della res publica rappresenta un’idea di Stato moderno, proiettato verso uno standard europeo. Il polo urbano struttura e chiude un tessuto lasco e si apre verso un uliveto, un giardino-paesaggio da valorizzare come veduta privilegiata. La forza della realtà agreste ha richiesto un «progetto della distanza», alla scala del territorio, per esaltare gli scorci panoramici sulla campagna circostante. Nella parte finale dell’area le vedute si prolungano fino al mare: è qui il luogo più idoneo per insediare gli uffici comunali e giudiziari, due edifici vetrati, uniti da una grande pergola metallica, rivestiti in vetro (trasparente, traslucido, opalino, sabbiato) e pannelli di lamiera colore bianco. La traslucidità e la sua varietà producono un mix di luce riflessa, rifranta o dispersa sulle superfici adiacenti e all’interno della piazza coperta, dove gli impaginati già si rispecchiano su un velo di acqua e la luce zenitale filtrata dalla grande copertura disegna tagli di luce. Il risultato complessivo è un caleidoscopio decorativo affidato a luce e colore. Una varietà luministico-cromatica che si estende alle scacchiere di pieni e di vuoti vegetali delle piazze-giardino, un piccolo parco comunale fra la chiesa e l’ufficio delle entrate. Qui si alternano superfici trattate a giardino con altre a macchia verde, memoria delle piazze delle cittadine del Belice con i loro ombrosi ficus benjamin.
- © Scalvedi Sepe Bruschi
- © Scalvedi Sepe Bruschi
- © Scalvedi Sepe Bruschi
- © Scalvedi Sepe Bruschi
- © Scalvedi Sepe Bruschi
- © Scalvedi Sepe Bruschi
- © Scalvedi Sepe Bruschi
N.B. La località puo’ essere solo un riferimento. Potrebbe indicare la città ma non l’indirizzo esatto.













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