Vito Corte – Master di specializzazione in Restauro dei Monumenti ed Urbano
maggio 8, 2001 in Terza pagina, Vito Corte
Alcune considerazioni sul Master di specializzazione in Restauro dei Monumenti ed Urbano
Recepisco una sollecitazione di Traarchit e, ringraziando a nome dell’Ordine degli Architetti per la diffusione dell’iniziativa che abbiamo intrapreso, vorrei aggiungere alcune considerazioni a supporto critico della stessa, nonché una breve cronaca dei più recenti eventi in argomento.
L’iniziativa nasce per recepire una diffusa domanda degli architetti siciliani.
Azzardo però una sottolineatura originale rispetto ai molti corsi similmente promossi da altri: nel nostro Master non si indulge troppo su argomentazioni tecnico specialistiche ma si lascia ampio spazio alle sperimentazioni pratiche, alla lettura urbana e paesaggistica ed alle pratica professionale del Progetto di Recupero.
Proprio su quest’ultimo punto desidero sottolineare il nostro maggiore impegno per cominciare a promuovere, finalmente, una cultura di tutela che contenga nel proprio intimo la necessità e l’attualità del Nuovo e dell’Innovativo, lasciando che solo circoscritti ambiti di elite intellettualistica possano continuare a propugnare (nei loro ambiti – a volte non necessari e non attuali-) che il Contemplativo è l’unico atteggiamento che tuteli il monumento, l’antico, il paesaggio.
Se allora è vero che Conservazione è Innovazione, nel farci interpreti di tali istanze (che riteniamo essere quelle più utili per la Comunità Civile) desideriamo che dal nostro contesto siciliano prenda inizio un processo di conoscenza e coscienza di particolare carattere: i patrocini delle Istituzioni più rappresentative, il Comitato Scientifico, il corpo dei Docenti, dei Tutors e dei Visiting Professors con l’acquisita e riconosciuta autorevolezza scientifica e professionale, sono in condizione di costituirsi a garanzia di quanto da noi auspicato.
Tutto questo, unito alla struttura organizzativa ed alla curata logistica del Master, contribuirà a conferire prestigio all’Attestazione Finale che verrà rilasciata ai corsisti: quindi la partecipazione al Master dovrà costituire un credito di alto profilo scientifico e professionale.
Inoltre: i recentissimi aggiornamenti normativi in materia di Professioni Intellettuali ed Ordini Professionali, insieme con la riforma dell’Università, stabiliscono una condizione finora impraticata da questo Ordine: porsi in posizione strategica tra la Formazione, l’Aggiornamento, la Professione e la Gestione del Paesaggio.
Anche in questo nuovo ruolo degli Ordini degli Architetti stiamo sperimentando forme di innovativa collaborazione, cercando di interpretare la traccia politico-culturale del Consiglio Nazionale degli Architetti visto che finalmente si sono determinate le condizioni storiche perché il nostro mestiere possa essere valorizzato rispetto a quelle che sono le più autentiche competenze disciplinari: forse sarà possibile porre fine alle insulse e sindacali dispute su ambiti di competenza di altre professioni.
Competenze su certi argomenti che, francamente, interesserebbero gli architetti solo in misura alquanto marginale se altrove fosse dato spazio per esprimere nei fatti che “Firmitas, Utilitas, Venustas” è roba d’architetti.
Il Master ha preso il via venerdi 24, come da programma.
L’Aula Magna del Polo Didattico Universitario era quasi gremita: semplici curiosi, colleghi interessati ma ancora indecisi sul da farsi ed i centrotrenta iscritti (provenienti dalla provincia, ma anche dal resto della Sicilia e due da Cosenza); hanno salutato i presenti diverse autorità in rappresentanza delle Istituzioni e si è data lettura dei più importanti messaggi di sostegno ricevuti: dal Presidente dell’Assemblea Regionale e dagli Assessori Regionali ai BB.CC.AA. ed ai LL.PP.. Quest’ultimo ha sottolineato come il nostro Master anticipa e attribuisce la necessaria competenza professionale che sarà richiesta per la redazione del prossimo Libretto d’Uso dei Fabbricati (era proprio un nostro obiettivo).
Dopo un coffe break si è dato il via alla Tavola Rotonda.
Ospite d’onore il Presidente del Consiglio Nazionale, Raffaele Sirica, espressamente venuto da Roma per portare il saluto e l’alto patrocinio degli architetti italiani: ha relazionato sulle più recenti leggi nazionali e comunitarie spiegando come l’iniziativa dell’Ordine di Trapani sia perfettamente pertinente con il nuovo corso degli Ordini dell’Unione Europea in tema di valorizzazione della professione e di attenzione verso il Paesaggio. Gli altri interlocutori erano gli alti funzionari della Soprintendenza di Trapani e del Centro Restauri di Palermo.
Il pomeriggio una stupenda lezione di Alberto Ferlenga (Ordinario di Progettazione Architettonica all’IUAV di Venezia) su Dimitris Pikionis (quanti rimandi alle nostre acropoli segestane e selinuntine…) e l’indomani una provocatoria e anticonvenzionale lezione-dibattito di Bibi Leone (Ordinario di Progettazione a Palermo) sul rapporto tra Tradizione ed Innovazione; infine una interessante, e più rituale relazione di Marco Nobile (Ricercatore di Storia dell’Architettura a Palermo) sulle ricerche d’archivio portando come esempi le strutture a cupola della Sicilia.






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