Bartolomeo Pipia – Il disegno de territorio, le fonti iconografiche dell’Archivio di Stato di Trapani
ottobre 7, 2000 in Bartolomeo Pipia, Università, Urbanistica e Paesaggio
“… Lo studio che sto andando ad affrontare è partito da una ricerca cartografica fatta all’Archivio di Stato di Trapani. Dopo aver preso visione di tutte le cartografie, che in totale sono ben 125, mi sono accorto che la maggior parte di … “
Tesi di laurea: Il disegno de territorio, le fonti iconografiche dell’Archivio di Stato di Trapani
Tesista/i: Arch. Bartolomeo Pipia
Anno Accademico: 1997-1998
Luogo: Facoltà di Architettuta di Palermo
Relatore: Prof. Arch. Giuseppe Gangemi
Correlatore/i: -
Note: -
Descrizione
Lo studio che sto andando ad affrontare è partito da una ricerca cartografica fatta all’Archivio di Stato di Trapani. Dopo aver preso visione di tutte le cartografie, che in totale sono ben 125, mi sono accorto che la maggior parte di esse fanno parte di un unico fondo cioè la “commissione per l’enfiteusi dei beni rurali ecclesiastici”. Le piante topografiche dei vari feudi sono state fatte durante la censuazione dei beni rurali ecclesiastici in quando in precedenza non vi era nessun documento che potesse stabilire l’ubicazione, la forma, con quale altro feudo confinasse, l’estensione ed infine è stata fatta la sua divisione in lotti. Queste piante si riferiscono ad un periodo ben preciso della storia della Sicilia, che coincide poco dopo l’unità d’Italia cioè nel 1862, quando i beni della chiesa furono date ad enfiteusi forzata alla popolazione con il pagamento di un canone annuo. Osservando queste piante si può ben capire che ancora in Italia non esista un catasto unico e che il rilievo delle cartine è stato affidato a degli agrimensori che non si rifacevano a nessun regolamento in quanto non esisteva. Le piante infatti hanno: una forma diversa l’una dall’altra, la scala viene determinata in base alla grandezza del foglio, non vi è ancora una metodologia uguale per quanto riguarda i segni convenzionali adottate nelle cartografie dai vari periti, tutto questo avverrà successivamente quando vi sarà la formazione del catasto geometrico particellare. Le rimanenti cartine che risalgono intorno al 1855 fatte per ordine del Soprintendente della provincia di trapani, rappresentano il territorio di ogni singolo comune con l’indicazione dei vari feudi. La prima parte della relazione inquadra le origine del feudalesimo in Sicilia, con l’indicazione delle differenze tra città demaniali e feudali. La seconda parte spiega come la Chiesa era entrata in possesso di un’enorme quantità di terreni, in che modo venivano coltivati e come venivano dati in affitto; le varie leggi che hanno cercato di ridurre il patrimonio ecclesiastico fino alla definitiva legge Corleo del 1862 e infine in che modo è stata applicata in Sicilia. Nella terza parte della relazione si inquadra il problema in maniera più specifica nella provincia di Trapani, in quanto le cartografie si riferiscono a questo territorio. Sono riportati tutti i nomi dei feudi di cui è stata fatta la censuazione e alcune fotocopie relative all’ex feudo Serro. Infine la quarta parte parla delle varie procedure adottate nel disegno delle cartine: gli strumenti che venivano usati, di come veniva rivelato un territorio e infine delle tecniche di conservazione e di restauro che dovrebbero essere adottate in archivio.
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- © Bartolomeo Pipia
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