Piano di fattibilità per la valorizzazione della litoranea nord del Trapanese
settembre 30, 2000 in Terza pagina
Piano di fattibilità per la valorizzazione naturale, ambientale, turistica e culturale della litoranea nord del Trapanese.
Riportiamo qui tratti dell’intervista a Paolo Portoghesi rilasciata al Giornale di Sicilia (Giovedì 5 Aprile 2000) in occasione della presentazione del progetto di fattibilità per il lungo mare nord della costiera trapanese:
Qual è dunque il primo problema da affrontare?
“Bisogna riconfigurare questo litorale, riqualificando la strada, punto di riferimento della passeggiata amare, soprattutto tenendo presente il rapporto tra la strada e la nuova spiaggia, che sarà allargata, intervenendo con un ampio e comodo camminamento pedonale, che possa ospitare anche servizi e strutture, consentendo così la creazione di un lungomare, ridisegnando appunto tutta la zona. Infatti mentre a sud si hall porto, a nord si realizza una gradevole zona di passeggio a mare utilizzabile tutto l’anno”.
Quali mezzi si useranno per allargare la spiaggia?
“Una delle tecniche che impiegheremo è quello del ripascimento artificiale, oggi usato in molti casi, Barcellona ne è un esempio straordinario. Il metodo consiste, attraverso dei macchinari, nel trasporto di sabbia dalle secche, dove si trova in abbondanza, per arricchire l’arenile e per sagomarlo e allargarlo. Il tutto deve essere contenuto attraverso scogliere soffolte create appositamente”.
Che tipi di strutture e servizi si prevedono?
“Sul versante al di là della strada che costeggia il mare, sul lato dove si trova l’agglomerato urbano, esiste tutta una serie di spazi indefiniti, che per vari motivi, di tipo urbanistico, storico e di altra natura risultano parti urbane sfrangiate dal resto della città. All’interno di queste aree lo studio prevede l’inserimento di servizi collegati con la città. Si pensa di costruire un grande teatro quanto più vicino al centro urbano, nonché alberghi, parcheggi, ristoranti, attrezzature sportive e tutto quello che concorre ad individuare l’idea di un lungomare, sulla scia di quello che avviene ed è avvenuto in città come Nizza, Rio de Janeiro. E anche giardini, zone verdi di cui Trapani è sprovvista, queste ultime per attutire, in certi casi, l’impatto con alcune strutture costruite di recente non in sintonia con il taglio ambientale dell’area”.
A Trapani si trovano pure delle tonnare, come si pensa di valorizzarle?
“Un altro aspetto da non dimenticare è la creazione di parchi a mare nelle aree gravitanti attorno alla cinquecentesca tonnara di S. Giuliano e a quella di S. Cusumano posta nella zona sudovest. Va tenuto presente che tale ipotesi terrà conto dello stato dei luoghi e delle destinazioni della pianificazione esistente, proponendo il restauro della Tonnara di 5. Giuliano e il suo recupero, contesto ideale per creare un polo di attrazione turistica internazionale, realizzando strutture culturali come dei musei”.
Cosa si prevede nella parte più antica?
“La zona più antica è quella dove insistono le cosiddette mura di tramontana. Qui abbiamo intenzione di ripristinare quello che nel Seicento era detto ‘porto di Cala Mancina’, in particolare vorremmo creare un porticciolo turistico, che abbia il minimo impatto ambientale, con dei piccoli pontili smontabili, che potrà consentire l’attracco di imbarcazioni da diporto, per restituire l’identità storica al luogo, e arricchirlo di movimento e attività mercantili. Inoltre è nostra intenzione una revisione progettuale per lo snellimento del traffico urbano”.
Un progetto elaborato in questo modo nasce all’insegna del recupero e dalla valorizzazione ambientale…
“Il progetto ha una grande valenza ecologica, per tutti i sistemi previsti, come il ripascimento artificiale. Lo studio di fattibilità analizzerà le specificità delle condizioni ambientali della costa nord, sfruttando le valenze positive, e mitigando quelle negative, come ad esempio cercando di frenare l’azione dei venti in inverno attraverso un filtro fisico tra il litorale e la strada, che invece sarà sfruttata in estate per la ventilazione naturale nei servizi esistenti, così da ridurre i consumi energetici dovuti alle necessità di raffreddamento. Si potrà utilizzare la tecnologia fotovoltaica per l’illuminazione pubblica, congiuntamente alla tecnologia solare, da inserire nelle indicazioni impiantistiche delle infrastrutture necessarie”.
Chi finanzierà la realizzazione tutto questo?
“Lo studio di fattibilità che a giugno sarà pronto, essendo preparato anche con la stretta collaborazione di economisti, individuerà con precisione saranno gli enti finanziatori se pubblici o privati o a carattere misto, valutando la convenienza per i soggetti pubblici e privati, coinvolti dal programma di interventi. Per quanto riguarda gli operatori privati, l’obiettivo è quello di verificare gli adeguati ritorni economici, stimolando in tal senso l’industria a collaborare, mentre per le amministrazioni coinvolte bisogna tener conto dell’equilibrio tra costi e risorse disponibili”.






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