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Giancarlo Figuccio Architetto libero professionista
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Ines Lommatzsch Architetto Paesaggista libero professionista
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Milena Strazzera Architetto
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Relazione
Spoleto. Una città con tremila anni di storia.
Il museo archeologico ospita reperti locali provenienti dall’età del bronzo, le prime tracce sono state lasciate già nel neolitico.
I Romani poi aggiunsero i loro perfetti parallelogrammi. Dell’antica città sono notevoli i resti di quella grande civiltà, come un ponte romano che attraversava il torrente Tessino e l’Anfiteatro.
Il grande Annibale, dopo una sconfitta arrecata dagli Spoletini nel 217 a.C. [da qui il toponimo di Porta Fuga] doveva ritirarsi.
Spoleto è tra le città medievali, tra le meglio conservata in Italia, con vie ripide e tortuose, piazze in declivio.
Dalle comunità come i Cappuccini, Spoleto è sempre stata guardata come “locus incantus”.
Francesco d’Assisi espresse: “Nil incundius vidi una valle spoletana”[Nessuna cosa io vidi più gioconda di questa mia valle di Spoleto].
La città è situata sul Monte Sant’Elia (450 m.), e invita al ripido Monteluco, luogo sacro dai tempi remoti.
Dalla nascita del Festival dei Due Mondi, Spoleto è anche una città giovane e a volte come una singolare esposizione di sculture e drammi modernissimi.
Da queste brevi considerazioni storiche, la sensazione di chi si accinge alla progettazione della città, del paesaggio, di tale genius loci diffuso, è universalmente e indivisibilmente coinvolta e stimolata alla puntualizzazione e riflessione sulla gravità del segno urbano, anche il minimo gesto progettuale, legato ai segni quotidiani della città, al suo fluire protetto da tanta storia, per quanto contemporaneo nel linguaggio e nella formazione, non può non rimanerne condizionato.
Progetto
Piazza Garibaldi - L’incontro
Per l’area della piazza Garibaldi si è individuato il tema dell’incontro con le popolazioni migratorie, quale suggestione fondatrice dell’intervento di riqualificazione e rifunzionalizzazione della piazza come a partire dal principio di un ordine urbano.
Il vecchio Cardo della Flaminia che incontra le genti nordiche al di qua della porta, accogliendo con il profumo delle spezie, invitante nel ventre dell’Agorà, sospesa tra storia e contemporaneo dei teatri del tempo.
Piazza accogliente in qualsiasi condizione climatica, città compiuta, intelligibile nell’architettura del paesaggio, complessa nella stratificazione urbana, temprata dalla diversificazione teatrale.
Certamente le vicinanze con diversificate drammaturgie, suggeriscono che lo spettacolo deve andare avanti: the show must go on. Comunque vada.
Sole africano o libeccio atlantico, la piazza liberata, protetta, è sempre foriera di nuovi scenari.
Piazza coperta, all’occorrenza, lievemente, dai grandi ombrelli tecnologici alternativi, per mezzo della fonte rinnovabile per eccellenza che oggi si conosce, amplificatore di sole, di luce, di risparmio.
Indipendente dall’energia dell’uomo, eppure al suo servizio.
L’ombrello fotovoltaico altamente high tech, è un recente brevetto molto usato nei paesi islamici.
Ne è provvista la Medina, ne è stato elaborato il modello resistente alle modeste precipitazioni mediterranee.
Sulla proiezione dell’ombrello è stato disegnato il selciato, ordine nell’ordine, il quadrato di 14 ml x 2, 28 ml x 42, 1176 mq di ordine; quante persone possono prendere riparo?
Moltitudine. Poi la gente al riparo dei gazebi dei bar di perimetro, la gente sul piano di San Gregorio.
“Poche e profonde cose”, come amava ripetere Aldo Rossi ai suoi studenti, caratterizzano il progetto del concorso.
Cordoli di cotto, ciottoli di fiume, cemento nobilitato, leggere pergole di teli fluorientabili che svettando, si prestano alla sfida con torri, campanili e lo stesso Garibaldi.
Il progetto dei gazebi per le piazze di Spoleto.
Il Concorso ha costituito l’occasione per misurarsi con la progettazione di un elemento urbano, denominato struttura precaria, ma che da alcuni anni sta invadendo soglie, marciapiedi, piazze d’Italia, spesso come struttura più fissa che precaria, predisposta ai tompagnamenti dell’ultima ora, dai moduli rigidi, dai tetti polimerici perenni.
Il più delle volte a base quadrata con copertura a padiglione, espandibile in lungo e largo.
Si è riflettuto sulla non regolarità dei marciapiedi urbani di cui i locali pubblici ottengono l’uso del suolo pubblico, sulla necessità di elementi anche autoportanti ma dal disegno lieve e soprattutto facilmente riponibili durante l’inverno e leggeri al trasporto. Soprattutto un design compatibile con i nostri centri storici, non invasivi di prospetti, quinte urbane, viste monumentali.
E’ nata questa struttura modulabile in altezza per circa 1,60 ml ed estensibile da 2.00 ml a 5.00 ml per raggio, con sporto di altro metro e venti. Grazie ad un braccio telescopico curvo in alluminio pressofuso ed a un sistema di carrucole all’estremità, un sistema a terra di reggitenda, il nostro gazebo si presta agli usi più versatili per le nostre città.
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Concorso per la riqualificazione di 12 piazze a Spoleto Piazza Garibaldi
Menzione
motivazione: "Ha ricevuto apprezzamento per il tentativo di dare forma moderna all'idea della piazza tradizionalmente votata al mercato".
Progettisti
Archh. Vito Maria Mancuso (capogruppo), Giancarlo Figuccio, Gianvito Mauro, Ines Lommatzsch, Milena Strazzera. Consulente: Francesco Incagnone
Progetto: 2001 |
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