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Salvatore Barbara Ingegnere strutturalista |
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Centro di Documentazione Euro-Mediterraneo - Trapani
L’intervento di riqualificazione urbana individua nel waterfront portuale della città di Trapani un vuoto ereditato dai bombardamenti dell’ultima guerra dove si trovava la caserma D’Angelo e, in epoca pre-unitaria, l’Ospedale militare o di san Sebastiano. Il sito del progetto insiste di fronte il molo Sanità, stazione marittima e attracco delle rotte per il Mediterraneo. Allo stato di fatto il luogo si presenta in parte pavimentato in battuto di cemento, in parte in sterrato e adibito a parcheggio improvvisato (ft. n.2). Il P.R.G. adottato lo destina ad area a parcheggio pubblico nonostante tutto il Viale Regina Elena sia destinato a parcheggio. Il progetto del Centro di Documentazione Euro-Mediterraneo intende dialogare con questa importante porta geografica della prossima Area di libero scambio e con le emergenze architettoniche del centro storico di Trapani, definendo una porzione del fronte portuale in un auspicabile Piano Particolareggiato
Esecutivo della città storica. Il lungomare già ai primi del secolo scorso (1922) fu oggetto di un progetto definitore dell’architetto Francesco La Grassa, con lo spirito e il respiro euro-mediterraneo dei suoi tempi: il Piano Regolatore di Viale Regina Elena, una proposta di alto spessore ambientale-figurativo con un’idea di modernità di allora che non ebbe seguito nella realizzazione.
Il lotto libero di proprietà del demanio dello Stato è esteso mq. 640 (f.gl. 302 p.lle 280, 281), confina a Nord con la stretta Via Casseretto dove spicca la cupola della chiesa del Purgatorio con la pregevole facciata tardo-barocca disegnata dall’architetto Giovanni Biagio Amico, a Sud il Viale Regina Elena, il porto e la passeggiata marina ombreggiata da filari di Ficus benjamina, a Ovest in aderenza con la palazzata della Marina e l’arco dei Pescatori, a Est con l’edificio del Genio Civile in stile piacentiniano
Il progetto, in continuità con la palazzata della Marina, disegna un edificio lungo 49 metri a cinque elevazioni f.t. con superficie complessiva di circa 2.540 mq. da costruire con struttura principale in c.a. e aggetti di m. 7,00 a maglia strutturale in acciaio agganciata all’edificio in c.a. con un sistema di puntoni. L’edificio riprende in elevazione lo sviluppo planimetrico della preesistente caserma D’Angelo, (dis. n. 4) disegnando, per la nuova destinazione, un organismo dalla volumetria eclettica che con linguaggio contemporaneo, intende confrontarsi con la progettazione architettonica in contesti storici costruita nei paesi rivieraschi. L’edificio, nello sviluppo planimetrico, individua nel fronte di P.T. di 7 metri in prosieguo alla palazzata, le funzioni dei percorsi orizzontali-verticali e dei servizi, destinando le superfici in aggetto ai luoghi di lavoro e di relazione: il corpo degli uffici sospeso sul paesaggio del porto e
dell’arcipelago delle Egadi, con la luce filtrata dalla profondità della parete strutturale e di brise-soleil. Il corpo ruotato della Sala conferenze e Sala riunioni, è soluzione d’angolo con piccole finestrature, un ambiente di concentrazione connesso con equilibrio di silenzi, con le sequenze di luci e ombre, tramite ballatoi trasparenti al blocco longitudinale degli ambienti di lavoro. Il manto esterno sarà dato da una scomposizione del modulo m. 1,75x1,75 in Perlato di Sicilia, lo zoccolo del P.T. sarà rivestito in Corten per tutta l’altezza. Tutta l’impiantistica è pensata centralizzata nello scantinato, pannelli fotovoltaici sulla copertura della coffe-house, canalizzazioni tecnologiche a pavimento e risparmio energetico di classe A. L’ultimo livello sarà destinato a coffe-house e roof garden, qui si aprirà il paesaggio straordinario della luce di questa parte di Sicilia che guarda l’Africa.
(Trapani 1957: “Questa città mediterranea, dove i segni esteriori dell’Oriente sono molto meno cospicui che in altre parti dell’isola, conserva forse nell’intimo della vita, caratteristiche orientali come nessun altra città siciliana. Il viaggiatore, anche costretto a rimanere in superficie, lo avverte.” Guido Piovene- Viaggio in Italia.) |
Progettista:
arch. Vito Maria Mancuso e ing. Salvatore Barbara
Luogo: Trapani
Anno di progetto: 2009
Collaboratori: Fabio Amantia [grafiche]
Progetto partecipante al Premio di Architettura "Mauro Rostagno" per la qualità urbana nelle 24 città della provincia di Trapani Partecipazione segnalata dal consiglio dell'Ordine degli Architetti P.P.C. di Trapani |
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