|
|
 |
|
|
3 immagini [attendere pochi secondi per il caricamento delle immagini]
|
Riqualificazione di Piazza Carmine
le ragioni del progetto e lo stato di fatto
Nell’ultimo decennio gli interventi sul patrimonio pubblico nel Centro Storico di Marsala, sono stati indirizzati alla valorizzazione e alla riqualificazione di immobili e spazi di pregio architettonico, le cui nuove destinazioni hanno dato e daranno una più consona immagine della Città mediterranea. Piazza Carmine è situata nell’estremo Sud-Ovest dell’originaria città murata. Essa è caratterizzata dalla particolare morfologia a cul de sac ed è stata valorizzata dall’intervento di restauro nell’ex Convento del Carmine, destinato ad Ente mostra di pittura contemporanea, e dal restauro in corso d’opera di Palazzo Cappasanta-Grignani da destinarsi a Pinacoteca Comunale. Altri immobili di pregio della piazza che necessitano di interventi di riqualificazione, riguardano la chiesa dell’Annunziata destinata ad Archivio Comunale e l’annessa Torre campanaria a pianta ottagonale progettata in età tardobarocca dall’architetto trapanese Giovanni Biagio Amico. Sempre nella Piazza Carmine un intervento privato di restauro ha interessato il palazzo Vaccari destinato a struttura alberghiera. Ne consegue che il sito urbano, origine di uno degli antichi cardi della città, rientra tra le priorità di definizione progettuale della città storica, in modo tale da trasformare la piazza da luogo di passaggio e di parcheggio, a luogo di relazione urbana e di accoglienza per i visitatori delle strutture culturali ivi presenti.
Il progetto
L’intera piazza è stata pensata come la messa in scena della mobilità pedonale lungo le principali polarità dell’area: il rapporto con le emergenze architettoniche circostanti, la Via XI Maggio (l’antico Cassero) oltre che con la limitrofa zona archeologica di Lylibeo e largo San Girolamo, favorendo una fruizione sociale dinamica e consentendo il movimento in senso direzionale lungo la linea di compluvio della piazza. Il compluvio definirà l’asse ottico-prospettico della piazza definendone i campi-trame degli spazi del suolo. In sintesi il progetto prende in esame i seguenti sistemi: le polarità monumentali; gli assi; le trame (campi); i luoghi di sosta (la lunga panca) la fontana ipogea; l’illuminazione; la proposta di nuova circolazione veicolare;
Le polarità monumentali
I precedenti interventi e quelli in corso d’opera del patrimonio storico, hanno individuato la valorizzazione di nuovi scuarci della piazza: il nuovo ingresso del giardino murato dell’hotel Carmine (palazzo Vaccari) e il rapporto con la corte di palazzo Grignani (in corso d’opera). In sintonia con tali interventi, il progetto individua la realizzazione di una nuova pavimentazione lapidea nel pronao della chiesa dell’Annunziata (attualmente in pantofole di cotto) e la realizzazione di un cancelletto in acciaio (in sostituzione di un serramento in foglio di lamiera) quale accesso della Torre campanaria, in modo da rendere visibile la pregevole scala tufacea elicoidale progettata da Giovanni Biagio Amico. Il disegno della pavimentazione di progetto è stato suggerito dalla riflessione sull’asse visivo verso il Cassero o Decumano massimo (Via XI Maggio) di cui Piazza Carmine è origine di uno dei Cardi della città antica. Il senso di percorrenza viene realizzato
attraverso le partiture di pavimentazione convergenti al compluvio centrale dove convergeranno le acque meteoriche. Riteniamo che questa assialità principale sia la linea originaria di definizione della piazza storica a Sud-Ovest del quadrilatero della città murata. L’ispirazione del disegno delle trame della pavimentazione trova applicazione nella distinzione tra la texture della pavimentazione a Ovest prossima agli edifici pubblici (palazzo Grignani, Palazzo Vaccari, ex Convento del Carmine) dove basole di grande pezzatura definiranno la rintracciabilità figurale dell’identità del luogo. Basole di minori dimensioni definiranno il lato Est della piazza, longitudinalmente più contenuto nelle dimensioni, dove i fronti sono dati da edifici privati. Il materiale lapideo è individuato nel Perlato di Sicilia del bacino marmifero di Custonaci.
I luoghi di sosta e la fontana ipogea
Il progetto disegna un unico organismo architettonico tridimensionale con funzione di panca in stretta relazione con una fonte ipogea. Questa piccola costruzione, dalla volumetria contenuta, intende individuare la centralità della piazza lungo la linea di compluvio. La fontana ha origine da un declivio a scaloni nel lato est della piazza dove si incontrano le differenti tessiture della pavimentazione, per poi confluire nel pozzo circolare a quota di circa m. 1,80 dal P.d.C. sormontato da una sfera dorata e dare origine a getti d’acqua di altezza variabile. La fonte definisce uno spazio privilegiato e, insieme alla lunga panca che rimarca la linea di compluvio, crea un dominio specifico per i fronti degli edifici che si attestano intorno. L’acqua corrente a filo della pavimentazione, è profonda pochi centimetri per non rappresentare pericolo all’incolumità pubblica, non è stagnante poiché scorre continuamente grazie a un meccanismo idraulico.
Ringhiere in acciaio inox proteggeranno i salti di quota attorno alla fontana. Tutti gli elementi caratterizzanti la piazza sono pensati secondo una visione contemporanea dello spazio pubblico aperto. |
Progettista:
Arch. Vito Maria Mancuso, Arch. Francesco Fardella, Arch. Massimiliano Fardella
Luogo: Marsala
Anno di progetto: 2009
Con:Fabio Amantia [grafiche]
Progetto partecipante al Premio di Architettura "Mauro Rostagno" per la qualità urbana nelle 24 città della provincia di Trapani Partecipazione segnalata dal consiglio dell'Ordine degli Architetti P.P.C. di Trapani |
|
|