architettura nella provincia di trapani
Gianni Ingardia e Dario Polimene tesi "Master di II livello in Architettura Bioecologica"
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Relazione
Master di II livello in Architettura Bioecologica e Tecnologie Sostenibili per l'Ambiente presso La Facoltà di Architettura Ludovico Quaroni dell'Università La Sapienza - ROMA.

Direttore: Prof. Arch. Fabrizio Orlandi
Stage: Dip. XIX dipartimento per la riqualificazione delle periferie del Comune di ROMA.

Il master ha avuto una durata di dieci mesi e si è svolto a Roma in via Flaminia presso il Dipartimento ITACA, .
L'esperienza che ha conivolto me ad altri 16 colleghi provenienti da diverse regioni d'Italia, ma anche altre nazioni come la Bolivia, la Corea, il Libano e la Grecia, è stata profondamente istruttiva e costruttiva, ed è servita a farci capire quali grandi possibilità e benefici si possono trarre da un modo di progettare sensibile ai problemi dell'ambiente.
Il master è servito innanzitutto a "sfatare" quel mito che vede nel termine "BIOARCHITETTURA" un modo di progettare astratto, direi utopistico, facendolo spesso apparire come qualcosa di avulso dalla quotidianità pianificatrice dei progettisti e dell'Architettura oltre che dalla realtà edile.
I seminari di studio, che sono stati coadiuvati da incontri con professionisti del calibro di Paolo DESIDERI, Alessandro RIZZOTTO, Claudia PEZZIOL, il gruppo HOLCIM, sono stati impostati su livelli diversificati di insegnamento, passando dagli aspetti più tecnico scientifici ad altri di carattere concettuale.
Docenti del calibro di Fabrizio TUCCI [ricercatore dell'università con esperienza di lavoro con Thomas HERZOG a Stoccarda], con un curriculum fatto di parecchi progetti sostenibili in Finlandia, in Germania ed in Italia, Vincitore di concorsi di progettazione tra i quali L'air-terminal dell'aeroporto di PANTELLERIA, Valerio CALDERARO, Paolo FRANKL, Fabrizio ORLANDI [direttore del Master stesso], ci hanno reso partecipi della loro esperienza alla luce di una serie di insegnamenti fondamentali per il perseguimento di un'Architettura attenta al linguaggio della sostenibilità ambientale.

Il tema trattato dalla mia tesi di Master è stato quello della progettazione di un centro culturale polifunzionale a Roma all'interno del quartiere Alessandrino.
Il quartiere Alessandrino, facente parte del VII municipio rientra tra i rioni sviluppatisi nel secondo dopoguerra e nati un po’ come estensione di periferie nate in assenza di una pianificazione vera e propria.
Il quartiere prende il nome dalla presenza di un elemento architettonico dalla forte connotazione storica [l'acquedotto Alessandrino] che conferisce il nome allo stesso parco Alessandrino. E' il parco, che costituisce un elemento di sarcitura (da riqualificare) tra il suddetto quartiere e la zona di Tor Tre Teste, ove peraltro sorge la chiesa recentemente realizzata da Richard MEYER in occasione dell'ultimo Giubilieo.
L'area oggetto della nostra tesi [sulla quale sarà bandito un concorso di Idee dal Comune di Roma per la costruzione di un centro culturale] si trova a margine dell'anzidetto parco e nelle immediate vicinanze sia dell'acquedotto sia della chiesa DIVAS IN MISERICORDIAE.

Ai parametri di partenza forniti dal Comune di Roma, relativi alle destinazioni d'uso dell'edificio, alla cubatura ed al numero di piani, oltre che al perimetro dell'area sulla quale progettare l'edificio, in qualità di progettisti abbiamo aggiunto un'analisi dei sistemi che contraddistinguono la zona dell'Alessandrino:
Abbiamo sviluppato un'analisi del sistema antropico rilevando criticità e potenzialità ed un'analisi dei sistemi biofisico e bioclimatico, andando a valutare i mutamenti comportamentali dell’intero sistema durante il ciclo completo del susseguirsi delle stagioni.
Fatte le opportune valutazioni abbiamo sviluppato il progetto di un edificio che amiamo chiamare [INVOLUCRO EDILIZIO] e di un microsistema biofisico circostante, in grado di restituire delle condizioni di comfort ambientale ai fruitori del centro culturale.
Dall'analisi delle CRITICITA' e delle POTENZIALITA' ci siamo posti un OBIETTIVO da attuare attraverso delle STRATEGIE ben precise.
L'intervento di bioarchitettura è stato mirato a creare un involucro edilizio in grado di sfruttare al massimo le tecnologie di captazione passiva dei benefici ambiantali, in modo tale da far diventare gli impianti di condizionamento dell'aria [sia in estate sia in inverno] degli elementi ausiliari.
Naturalmente per una maggiore veridicità dei risultati ottenuti, il progetto è stato supportato da continue verifiche della progettazione ai sensi del D. lgs 192/2005 con software appositi per l'assistenza alla progettazione ambientale [come ECOTECT, FLUENT, TERMO] e con metodi di verifica dei risultati ottenuti [metodo SACERT sviluppato di recente dal Politecnico di Milano per la certificazione energetica degli edifici].

L'orienamento assiale NORD-SUD dell'edificio, considerato critico alle nostre latitudini per la progettazione di un edificio di qualsiasi genere, ci ha messo nelle condizioni di dover controllare l'eccessivo soleggiamento estivo [fonte di surriscaldamento] e la scarsa quantità di DAY-LIGHTING della quale poter fruire.
Considerato che la destinazione d'uso renderebbe il centro fruibile prevalentemente nelle ore diurne, le strategie perseguite sono state rivolte ad una minimizzazione dell'ausilio dell'elettricità per l'illuminazione interna ed ad alla progettazione ed al dimensionamento di un sistema di controllo della luce solare proveniente da OVEST, tale da garantire ombreggiamento e luce diffusa in estate, radiazione diretta e adeguato riscaldamento in inverno.
Altra strategia bioclimatica perseguita è stata quella di progettare un sistema dei captazione dei venti estivi provenienti da SSO, successivo rinfrescamento degli stessi e immissione naturale all'interno degli ambienti interni attraverso delle bocche poste alla base di tre camini di ventilazione.
Abbiamo combinato dei sistemi di captazione passiva dei benefici ambientali [sole e vento] attraverso schermature di tipo variabile, sistemi brise soleil, air-pipe e camini solari e di ventilazione, abbiamo dimensionato l'involucro ed i suoi componenti [pareti vericali opache, trasparenti, superfici orizzontali] in modo tale da rispettare le trasmittanze termiche previste dal D.lgs 192, abbiamo anche controllato a quale fascia di consumo apparterrebbe l'edificio qualora fosse edificato e certificato, in base al metodo SACERT e secono una classificazione basata sul modela di Clasclima [KLIMAHAUS] di Bolzano.

Siamo riusciti a progettare un edificio che si colloca in fascia "A" con un FEN [fabbisogno di energia necessaria] pari a 27 Kwh/mqa ed un FEP [Fabbisogno di Energia Primaria pari a 49 Kwh/Mqa] che si colloca in fascia "B".
Progettisti
Archh. Gianni Ingardia e Dario Polimene
Materiali
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Dati dimensionali
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