architettura nella provincia di trapani
Gianni Ingardia Casa F. ad Erice
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Relazione
La casa nasce come progetto di casa unifamiliare per un nucleo composto da 5 persone. Attualmente nell’area di progetto insiste un vecchio fabbricato costruito sulla roccia delle pendici del monte Erice in prossimità di una vecchia cava dalla quale anticamente si estraeva pietra locale.
L’idea progettuale è quella di realizzare un’abitazione autonoma sviluppata su due livelli fuori terra caratterizzata da un design fortemente razionalista.
L’edificio si inserirà in un contesto urbano privo di alcun pregio architettonico, con l’intento di conferire una nuova identità all’intorno urbano nel quale nascerà.
L’orientamento cardinale nord-sud unitamente alla contiguità degli edifici confinanti ad est ed ovest che comporta una situazione critica dal punto di vista ambientale, ha richiesto all’intervento progettuale una scrupolosa ricerca di strategie per il comfort ambientale interno che attenzionassero tre aspetti fondamentali: Il raffrescamento naturale, il daylighing e il riscaldamento.
Obiettivo fondamentale è coniugare aspetti strettamente legati al design dell’edificio con aspetti funzionali relativi al funzionamento bioclimatico della casa. L’area nel quale sorgerà il manufatto si estende trasversalmente via S. Bruno ed è caratterizzata di un giardino pensile posto alle spalle dell’attuale corpo di fabbrica. Il progetto ha mantenuto la presenza, al momento ingombrante del giardino, ridisegnando gli spazi e il rapporto tra il nuovo edificio e il nuovo sistema del verde, al quale è stato aggiunto un nuovo elemento, l’acqua.
Questa, unitamente alle due esposizioni cardinali delle facciate (nord sud) fungerà da catalizzatore in quanto innescherà durante la stagione estiva un motore naturale di ventilazione passiva che raffrescherà in modo naturale un grande spazio centrale a doppia altezza all’interno dell’edificio.
La facciata esposta a sud e prospiciente la via S. Bruno sarà caratterizzata da una scansione modulare quadripartita attraverso l’uso diversificato di una bianca tinta mediterranea e un rivestimento lapideo, oltre che da un grande brise soleil in muratura, dimensionato allo scopo di regolare l’intensità della luce e della radiazione solare, in relazione alla stagione.
Internamente la casa sarà suddivisa secondo una zona giorno piuttosto open space al piano terra caratterizzata da un grande salone a doppia altezza sul quale si affacceranno le camere della zona notte al piano superiore.
Un sistema diversificato di scale collegherà i vari livelli dell’abitazione e la collocazione di un grande lucernaio ripartito in nove grandi blocchi a “ched” regolerà la luce durante tutto l’anno nella parte a nord calibrando con la propria esposizione ed inclinazione la giusta intensità e la corretta diffusione della luce. A ciò contribuirà fortemente l’elevato coefficiente d’albedo dei materiali di finitura utilizzati per l’interno.
Infine nell’ottica delle strategie progettuali per il comfort ambientale si è adottata una strategia che facesse utilizzo dei “muri trombe” all’inverso, facendo si che questi funzionassero dall’interno, cioè captando luce dall’interno attraverso dei lucernai e restituendo calore dalla massa durante le ore notturne.
La casa sarà caratterizzata da un fronte principale piuttosto chiuso sul lato sud e un sistema di grandi aperture a nord che creeranno un continuum tra l’interno dell’abitazione e il giardino.
Il giardino è stato concepito come una sorta di patio retrostante la casa. Si svilupperà su due livelli, collegati da una scala a unica rampa che collegherà lo specchio d’acqua e la cascata del primo livello con il giardino sul piano superiore.
La cascata, scorrerà su una parete parallela al fronte nord dell’edificio e sarà rivestita con lo stesso materiale lapideo della facciata sud. Da questa fuoriuscirà un getto d’acqua che si depositerà su un bacino rettangolare, profondo appena 20 centimetri.
Progettista
Arch. Gianni Ingardia
Materiali
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Dati dimensionali
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