architettura nella provincia di trapani
Gianni Ingardia Cantina "Fattoria Costa d’Aquila", Valderice
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Relazione
L’idea del progetto della Cantina Fattoria Costa d’Aquila, nasce nel 2002 per volontà di una committenza determinata a costruire una realtà architettonica in grado di diventare il simbolo stesso dell’azienda.
Il committente, già allora produttore di vino sprovvisto di una propria struttura di lavorazione e vendita, ha segnato la prima linea del progetto con l’acquisto dell’area sulla quale costruire il nuovo edificio.
Tale scelta, frutto di un’idea progettuale organica e finalizzata ad obiettivi ben precisi, è ricaduta su un terreno dell’agro ericino, ubicato in una posizione per molti aspetti ideale.
Il progetto ideale doveva seguire le regole di un disegno che avrebbe previsto il perseguimento della qualità non limitatamente alla produzione del vino, ma estesa all’architettura ed ai servizi offerti attraverso di essa.
Si andava gradualmente tracciando un lay out di cicli produttivi diversificati, dai quali estrapolare i principi base della progettazione funzionale della struttura dell’edificio.
Queste premesse, furono accompagnate da un’idea architettonica chiaramente distinta, ma soprattutto conservatrice, da parte della committenza.
L’idea del " baglio contadino ", inteso come struttura aziendale a conduzione familiare, basato sul modello di famiglia patriarcale, un tempo largamente diffuso nella realtà rurale della provincia di Trapani, è stato inizialmente il modello ideale immaginato dai committenti, da perseguire nella progettazione architettonica.
E’ piuttosto chiaro che un modello architettonico anticamente sviluppato in diverse fasi, imperniato attorno ad una corte a cielo aperto, dietro la spinta delle esigenze della famiglia che andava ampliandosi, non può essere architettonicamente riproposto se non reinterpretato e dimensionato sulla base delle attuali esigenze aziendali.

L’obbiettivo principale del progetto è stato quello di creare un modello architettonico versatile e funzionale che limitasse al minimo l’impatto paesaggistico sul territorio.
La pianificazione gestionale dell’azienda, necessitava di uno stabile dotato di spazi per la lavorazione delle uve ben definiti e distinti da quelli riservati agli aspetti amministrativi, ma al contempo in grado di offrire la possibilità di interazione tra gli stessi.
Distinto per lo sviluppo planimetrico a ferro di cavallo e caratterizzato da una marcata asimmetria che si ripercuote anche nel progetto dei prospetti interni, l’edificio della Cantina Fattoria Costa d’Aquila, si articola su tre livelli estesi per una superficie di 4000 mq e nasce dalla personale interpretazione della struttura architettonica del baglio contadino.
Al fine di tutelare la visibilità della parete rocciosa della montagna retrostante, si è scelto di limitare l’altezza dello stabile a soli due piani fuori terra, ciò facendo si è progettato un piano quasi interamente sotterraneo, nato con l’obiettivo di coniugare le esigenze aziendali con le condizioni orografiche del terreno.
La disposizione planimetrica a ferro di cavallo, configura l’edificio come una sorta di cavea che si affaccia verso il panorama di Trapani e le isole, attraverso l’ampio cortile posto al centro della struttura.
Quest’ultimo, concepito come una piazza giardino in grado di accogliere eventi culturali, funge da portale d’ingresso alla Cantina stessa e costituisce l’elemento architettonico che regola l’intero progetto.
Qui si affacciano infatti i tre aspetti tipici della struttura organizzativa del baglio:
la cantina intesa come aspetto produttivo, gli uffici che rappresentano la gestione amministrativa della microeconomia della famiglia, la casa padronale, cuore pulsante della vita sociale all’interno del baglio.
Questi aspetti, vengono associati nel progetto a tre diverse parti dell’edificio e attraverso il linguaggio dell’architettura, trovano il loro punto di fusione nella piazza.
Progettista
Arch. Gianni Ingardia
Materiali
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Dati dimensionali
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