architettura nella provincia di trapani
Maria Cristina Cusenza Restauro del Castello di Punta Troia a Marettimo
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Restauro del castello di Punta Troia a Marettimo da adibire a ‘Museo delle carceri’
L’isola di Marettimo, la più lontana delle Egadi, è la più alta e montuosa, raggiungendo i 686 metri di altezza con Monte Falcone.
Si approda al porticciolo dell’isola (lo Scalo Nuovo) costituito di recente per consentire l’attracco degli aliscafi, e subito si stabilisce l’incontro con l’agglomerato compatto del paese: il villaggio, col suo centinaio di casette imbiancate dalla calcina e dal sole, appare piccolissimo a confronto con la grandezza della montagna che fa da sfondo. L’abitato è attraversato da una strada principale che procede stretta tra le case. Al termine di questa via si arriva allo Scalo Vecchio. Dallo Scalo Vecchio un piccolo sentiero sale per il fianco della montagna e conduce verso Punta Troia. Il sentiero, di larghezza variabile, si inerpica lungo la costa tenendo sulla destra, a strapiombo, il mare.
Il Castello di Punta Troia, sdemanializzato ed acquistato dal Comune di Favignana nel 2001, è raggiungibile dal paese a piedi tramite il sentiero sopraccitato della durata di circa un’ora e di grande suggestione; vi si può giungere più agevolmente anche in barca, approdando allo Scalo Maestro, ai piedi del promontorio, alla cui sommità è sito il monumento. Il sentiero che conduce al castello è basolato con pietra calcarea e sale ripido i 116 metri del costone roccioso, accessibile solo sul fianco occidentale, mentre strapiomba vertiginosamente in mare sugli altri tre lati. E’ da imputare probabilmente all'inaccessibilità e alla mancanza di una strada carrabile di collegamento lo stato di abbandono in cui si trova il castello che rischia, dato lo studio della struttura e l’identificazione dei dissesti, il crollo.
Nel 2006 il Comune di Favignana riceve dall’A.P.Q. Sviluppo Locale II Atto Integrativo Azione per le Isole Minori – Interventi Infrastrutturali, un finanziamento di € 3.205.000,00 e redige il progetto: "Itinerario di rivitalizzazione delle risorse storiche - archeologiche dell’isola di Marettimo, Castello di Punta Troia – Museo delle Carceri".
Il castello, baluardo invalicabile, ha un unico ingresso consentito da un cancello in ferro posto alla sommità della scalinata sul fronte nord-ovest. Si sviluppa su due livelli collegati verticalmente da una scala esterna.
I paramenti murari esterni si presentano in pessime condizioni, a causa principalmente dell’asportazione continua di materiale superficiale per azione degli agenti atmosferici, tale da compromettere la stabilità stessa delle strutture interessate da notevoli sconnessioni tra conci murari. Tale fenomeno è evidente su tutti i prospetti.
Le pareti degli ambienti interni sono disadorne e in cattive condizioni, soprattutto quelle del secondo livello e della terrazza, rovinate da numerose infiltrazioni di acqua meteorica combinata a aerosol marino; le maggior parte delle pavimentazioni sono state rimosse e mancano gli infissi esterni.
Il sistema di copertura del primo piano del castello è costituito da un sistema di volte in conci calcarei; l’intradosso di tali volte reali presenta un diffuso quadro fessurativo e lesioni di notevole entità. Al piano superiore, la copertura è realizzata con un solaio in c.a. in pessimo stato di conservazione, costruito probabilmente nel corso della II Guerra Mondiale, quando l’edificio fu utilizzato come punto d’avvistamento.
Il progetto di rifunzionalizzazione propone un intervento contemporaneo che funga, per così dire, da "ponte" tra la rovina e il nuovo museo mantenendo il rapporto, ormai storicizzato, con il paesaggio naturale. Attualmente, l’aspetto del castello: "a rudere", né accresce il fascino e né enfatizza il pathos che il normale fruitore si trova a provare nella visita ad un sito, il cui ultimo utilizzo fu di orribile prigione.
Il Castello di Punta Troia non è solo una delle più importanti architetture dell’isola di Marettimo, ma anche un ricordo della memoria storica delle Isole Egadi. La sua posizione sul costone roccioso di Punta Troia a 116 mt di altezza, che si può definire "isola nell’isola", lo designò ad architettura difensiva a partire probabilmente dalla dominazione araba, e successivamente, dal 1795 al 1844, a terribile carcere. Per il suo essere "isola nell’isola", il passaggio del tempo si nota nello stato di completo abbandono in cui si trova e nella precarietà delle strutture, in pericolo di crollo.
Come si può intervenire su un edificio di tale valore storico fortemente ancorato al valore paesistico dell’isola di Marettimo e convertirlo in Museo delle Carceri?
La storia del castello e il suo contesto sono divenuti inevitabilmente il punto di partenza del progetto. L’obiettivo è quello di recuperare i valori storico-tipologici del castello e di conservare l’identità segnata dalle trasformazioni e dalle stratificazioni subite nel corso dei secoli per trasformarli nel punto di forza del nuovo museo, al fine di fornire possibilità realistiche di un "recupero congruo" contestualmente alla rivitalizzazione del sito e dell’itinerario escursionistico che vi conduce.
Per le varie motivazioni esposte, il Castello di Punta Troia vuole soddisfare tre tematiche significative:
1 - Restauro conservativo, consolidamento e recupero funzionale del complesso storico, attraverso l’introduzione di un’esposizione museale e di altre funzioni ad elevato valore culturale e sociale, compatibilmente alle caratteristiche tecnologiche, dimensionali e spaziali della struttura;
2 - Musealizzazione del castello a Museo delle Carceri come luogo simbolo della memoria delle atrocità che si praticavano in questi luoghi;
3 - Rivitalizzazione del contesto paesistico.
Tra gli obiettivi di rifunzionalizzazione vi è quello di rendere il museo un luogo idoneo ad ospitare eventi di grande rilievo e di carattere esclusivo, inerenti il tema della solidarietà internazionale, che possano accrescere il prestigio delle Isole Egadi, ed in particolare di Marettimo, al fine di attrarre un più ampio e differenziato flusso turistico.
Inoltre, la posizione privilegiata e di ineguagliabile bellezza rende il castello idoneo alla valorizzazione di flussi turistici interessati alla bellezza naturale dei luoghi in questione. Alternando lo sguardo tra mare e montagna il visitatore si sentirà in perfetta sintonia con la natura e fortemente soddisfatto.
Relativamente il progetto di musealizzazione del castello si prevede la riorganizzazione degli spazi esistenti nei limiti delle esigenze funzionali legate alla destinazione d’uso assegnata e la valorizzazione delle connessioni attraverso i percorsi, per creare nuovi rapporti di percezione e fruizione tra il castello e il contesto.
La struttura museale consterà di due sezioni principali e di altri servizi necessari al buon funzionamento della struttura:
1 - "Sezione Storica": uno spazio per ospitare le testimonianze degli avvenimenti del passato, fruibili in maniera passiva;
2 - "Sezione Nuova": alcuni spazi per contenere gli strumenti per la conoscenza degli eventi legati al tema stesso del museo che vedranno la partecipazione diretta dei fruitori;
3 - "Servizi": altri spazi, collaterali ai precedenti, di aggregazione e confronto, quali un bar ed una piccola sala per la proiezione di filmati coerenti con il tema sviluppato.
La differenza principale tra il museo tradizionale e l’idea di museo proposta consiste nel fatto che il visitatore non è più un "osservatore passivo" ma diventa "attore", coinvolto nella realtà del bene culturale, stimolandone l’interesse e la capacità di apprendimento, ad esclusione della "sezione storica", dove si limita all’osservazione dei documenti che narrano la memoria dei luoghi. Le testimonianze storiche potranno presentare anche sistemi punitivi utilizzati nel passato, in modo tale da offrire spunti di riflessione per chi voglia approfondire temi che riguardano ambiti meno noti della nostra storia.
Nella "sezione nuova" il fruitore del museo troverà forme e strumenti che lo mettono nelle condizioni di stabilire un rapporto di tipo interattivo con le varie realtà del mondo che promuovono programmi per il riconoscimento ed il rispetto dei diritti e della libertà da parte degli individui e delle nazioni. Il tema della solidarietà internazionale può essere sviluppato attraverso la conoscenza e l’impegno attivo mediante programmi di protezione dei diritti umani, indipendentemente dal paese di provenienza o dalla sua cultura.
Un riferimento particolare va alle difficoltà di realizzare opere, in questo caso di restauro conservativo, in situazioni disagevoli com’è il caso del Castello di Punta Troia, un’"isola nell’isola" di Marettimo, che presenta grandi difficoltà di approvvigionamento di materiali e trasporto dei resti di lavorazione.
La progettazione, già complessa per il grave stato di abbandono in cui si trova la fabbrica e per l’intrecciarsi delle varie esigenze e requisiti di legge necessari, ha dovuto tenere conto delle difficoltà cantieristiche per il futuro esecutore dei lavori e della necessaria programmazione.
Tutti i materiali da costruzione dovranno essere portati sull’isola dalla terraferma, quindi da Trapani, non essendo presenti a Marettimo né cave di materiali né tanto meno luoghi ove conferire i materiali di risulta. L’approvvigionamento dei materiali pesanti e ingombranti (ponteggi, attrezzature e materiali), una volta arrivate sull’isola mediante le navi di linea, proseguirà fino al sito del castello mediante utilizzo di un elicottero, che potrà stazionare nella piattaforma dell’elisoccorso dell’isola. Per le piccole necessità il cantiere sarà fornito giornalmente dalle piccole imbarcazioni che potranno fare la spola dal porto di Marettimo allo scalo ai piedi del castello..

Progettista: arch. Maria Cristina Cusenza
Committente: Comune di Favignana
Impresa: Impresa Pisciotta di Raspante Maria & C s.a.s di Camporeale (Pa)
Progetto: 2008 - lavoro in corso

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