architettura nella provincia di trapani
Patrizia Calvino Rilievi nella Chiesa del Collegio a Trapani
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Rilievo dell’ armadio ligneo e dell’affresco della sacrestia della chiesa del Collegio a Trapani
Il lavoro di rilievo ha rappresentato una fase importante, poiché ha permesso una maggiore conoscenza dell’opera. Dopo aver acquisito delle nozioni di carattere storico - critico sul manufatto, mediante la consultazione di fonti bibliografiche e d’archivio, si è proceduto al rilevamento, che ha permesso di comprendere l’opera nei suoi aspetti dimensionali, costruttivi e formali, nonché di effettuare una lettura critica.
L’armadio ligneo ubicato all’interno della sacrestia della chiesa del Collegio a Trapani è attribuito alla mano dello scultore milanese Gian Paolo Taurino, appartenente alla nota famiglia di intagliatori di legno attiva in Veneto, Piemonte e Lombardia, tra la seconda metà del Cinquecento e la prima metà del Seicento. L’attribuzione al maestro ed alla sua bottega scaturisce da un puntuale raffronto stilistico con le opere di certa paternità. Nell’opera permane un gusto classicheggiante di stampo manierista, leggibile nell’organizzazione dello spazio, nel severo rigore geometrico delle cornici quadrangolari, nello sviluppo lineare della balaustrata di coronamento, nella presenza di timpani e delle edicolette in forma di tempietti che ospitano le figure dei Santi. Sulla linearità dell’impianto di base la materia lignea si anima di elementi ornamentali di matrice tardo-manierista.
Il dipinto occupa la volta della sacrestia e raffigura una Madonna in gloria con Bambino, assisa su un cumulo di nubi, ai cui piedi figure angeliche pongono un’areola sul capo dei due Santi gesuiti. In linea con la concezione illusionistica dello spazio pittorico, tipica del barocco, la scena è inserita entro una finta cornice architettonica, conclusa da una balaustrata a colonnette. L’esame stilistico, l’impostazione spaziale, la gamma cromatica, le soluzioni compositive impiegate attribuiscono l’opera a Domenico La Bruna, pittore trapanese vissuto tra il 1699 ed il 1763, ed alla sua bottega.

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