architettura nella provincia di trapani
G. Maria Adamo Ex collegio dei Gesuiti a Trapani
G. Maria Adamo è nata a Erice nel 1953. Ha conseguito il diploma di maestro d'arte e la maturità d'arte applicata presso l'Istituto Statale d'Arte di Palermo. Ha conseguito la laurea in architettura presso l'Università degli Studi di Palermo e dal 1984 svolge a Trapani la professione di architetto. Dal 1996 è iscritta all'Accademia di Belle Arti a Palermo.
Studio: largo 39 [quartiere portici], 131
91100 Trapani
tel: 0923 871082
-@-
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Scheda storica
Cronisti ed eruditi [G.F.Pugnatore, G.Fardella, G.M. DI Ferro] assegnano agli anni intorno al 1580 la prima venuta dei PP. Gesuiti nella città. Pugnatore fa risalire al periodo 1578/79 il loro primo insediamento a Trapani; [...]. Di Ferro parla del 1580 come dell'anno in cui la Compagnia di Gesù eresse "nel tempio dei Confrati di S.Michele un altare sotto il titolo della Concezione di Maria Vergine ". In seguito [1616] la società gesuitica si sarebbe trasferita nel nuovo edificio progettato da Natale Masuccio in Corso Vitt.Emanuele [allora via Grande o strada dei falegnami et artisti]. Comune e privati contribuirono al sostentamento dei padri, e alle spese per la fabbrica del nuovo edificio progettato dall'architetto Natale Masuccio. A Parigi, nel fondo gesuitico conservato nella Biblioteca Nazionale, è raccolta la documentazione relativa a tale progettazione, compresa una pianta di Trapani disegnata dallo stesso Masuccio, per individuare il contesto urbanistico entro cui doveva situarsi il nuovo complesso edilizio: la pianta reca la data del 1613. [...]. La Regia Corte cedette i magazzini dietro compenso di 300 onze[...]. Demolendo i magazzini i Gesuiti fecero costruire nell'area di risulta la chiesa del Collegio. Il Comune autorizzò, inoltre l'occupazione di una strada parallela alla via Grande, sulla quale poterono estendersi in un unico corpo edilizio la chiesa, il collegio degli studi e il convento[...].
La scheda storica è stata curata dal Prof. Salvatore Costanza

Relazione del progetto
Ciò che caratterizza il mestiere dell'architetto è la vocazione a cambiare l'esistente, producendo nuove situazioni spaziali, imprevedibili, fantastiche. Alimento della sua energia creativa è sempre il luogo, con le sue connotazioni morfologiche e la sua posizione rispetto alla storia. [...] Per noi il luogo è stato il centro storico di Trapani, ricco di messaggi forse facili da comprendere, sicuramente meno da utilizzare all'interno di un progetto. [...] In un manufatto storico come il nostro, l'ex Collegio dei Gesuiti, progettato da Natale Masuccio nel 1613[...], più fatti formali ora si sovrappongono, più linguaggi, diverse spazialità: Manierismo, Barocco, interventi non storicizzabili convivono, producendo effetti estetici non sempre equilibrati ed armonici. Necessario è stato per noi tentare, attraverso il rilievo, la rilettura filologica di queste sedimentazioni, comprendere le stratificazioni dalle superfetazioni e gli interventi in falso. Ciò ci ha guidati nell'intervento progettuale che si è mosso nell'intento di recuperare per quanto possibile la spazialità originaria [...]. La presenza di due cortili che in origine comunicavano tramite sottopassaggi, ci ha indotto a mettere nuovamenti in relazione questi due grandi spazi, oggi notevolmente alterati in dimensione ed in forma. [...] Nel nostro intervento, manteniamo la controfacciata di Via Roma perché conclusa stilisticamente[...]; dal lato di Via Mancina invece eliminiamo la superfetazione ottocentesca [...], tale operazioni di liberamento ci ha permesso di inserire, in questo lato di cortile, un nuovo elemento, da adibire a palestra, che vogliamo il più leggero e diafano possibile [...]. Anche la corte a Sud, di carattere monumentale per la presenza di un porticato quadrato con archi a tutto sesto su colonne e per la presenza di portali barocchi al 1° ordine, è stata oggetto di rimaneggiamenti. Dalle piante storiche si deduce che originariamente, la forma era rettangolare e che tra le due isole che facevano capo ai due cortili, era interposta una strada. Dopo la costruzione della chiesa del Collegio la strada venne ad essere occupata consentendo l'ampliamento del cortile che divenne quadrato. E' molto probabile che, originariamente, l'edificio, contenesse solo due elevazioni fuori [...]. Dove è sita l'Aula Magna, [...], hanno sopraelevato il solaio eliminando la copertura a falde,[...]. Unica operazione invece utile, è l'eliminazione del solaio che oggi tripartisce l'alzato. [...] Un accurato studio della copertura, tenterà la riproposizione, in chiara chiave moderna del tetto a capriate, non più lignee ma di ferro[...]. [...] Il liceo sarà quindi dislocato intorno al cortile monumentale, utilizzando i tre corpi che erano dell'impianto originario più il quarto che apparteneva alla seconda isola [...]. [...] Nella scelta dei materiali determinante è stata la comprensione del manufatto nelle sue valenza linguistiche e formali, legno dipinto per gli infissi come vuole la tradizione Barocca, anche se un differente procedimento e l'utilizzazione di altri materiali ne determinerà un effetto sicura mente nuovo[...]. Per i pavimenti è previsto un impasto da gettare in opera, costituito da coccio pestato e cemento senza ritiro, a grandi campi delimitati da giunti di ottone. [...] il cortile secondario avrà una pavimentazione fatta da basole bocciardate disposte a correre. Il prospetto esterno su Via Mancina è stato interamente riprogettato [...], per il suo rivestimento è previsto un intonaco tipo Livigni colorato con terre, che sarà utilizzato anche per le facciate del le corti. Laddove è necessaria una maggiore illuminazione delle aule, saranno realizzate delle superfici vetrate. I tetti a falde saranno tutti mantenuti e ricostituiti, ad esclusione del corpo sul lato Ovest della corte principale perché attrezzato come un tetto giardino, e possa divenire balcone sul la città.
Progetto esecutivo: G. Maria Adamo
collaboratori: G. Corrente e A. Occhipinti

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