architettura nella provincia di trapani
Giuseppe Samonà architetture
Nato a Palermo nel 1898, frequenta fin da giovanissimo un ambiente di intellettuali e filosofi [tra cui Gentile], che molto ha influito sulla sua formazione successiva. Si laurea in ingegneria civile a Palermo 1922, e dall'anno seguente inizia la sua lunghissima attività professionale e di ricerca. Nel 1927 è assistente di Enrico Calandra a Messina e nel 1931 [fino al '36] diventa professore incaricato nella Facoltà di Architettura di Napoli. Nel 1936 viene chiamato dall'Istituto autonomo di Architettura di Venezia che dirigerà dal 1945 al 1971. Durante la sua direzione l'Istituto universitario s'impone come la più vivace accademia nazionale e convergono a Venezia i maggiori esponenti della cultura architettonica italiana. Franco Albini, Giovanni Astengo, Giancarlo De Carlo, Ignazio Gardella, Saverio Muratori, Carlo Scarpa, Bruno Zevi, Leonardo Benevolo ed, in seguito, Carlo Aymonino, Aldo Rossi, Manfredo Tafuri e Vittorio Gregotti, Gino Valle vengono chiamati per merito di Samonà e dei suoi successori a far parte della comunità accademica, che negli anni sessanta e settanta diviene un riferimento per la cultura internazionale. "I corsi di Samonà rappresentavano l'esperienza culturale e didatticamente più fertile della scuola di Venezia. Avevamo ascoltato straordinarie lezioni di economia politica e di filosofia, di estetica e di sociologia, tutte tese a scavare le motivazioni profonde della storia dell'uomo e a scoprire le nuove leggi dell'architettura e della città. Avevamo assistito ad illuminanti letture dell'antico e del moderno, Le Corbusier e Venezia, la struttura urbana di Roma e il progetto del razionalismo tedesco [...]" [Costantino Dardi]. All'intensa attività accademica svolge parallelamente quella, altrettanto intensa, di progettista, saggista, pubblicista e di critico militante. Sono innumerevoli i suoi progetti che attraversano l'architettura dalla dimensione territoriale a quella urbana, tra cui ricordiamo i lavori siciliani della "palazzata" a Messina [1929-56], dove assimila le lezioni dei maestri del primo razionalismo europeo; il quartiere di Borgo Ulivia a Palermo [1956], strutturato su un tipo di insediamento tradizionale siciliano, con strada corridoio, la piazza e la bassa densità edilizia; il concorso per i nuovi Uffici della Camera dei Deputati a Roma [1967] dove porge un estremo omaggio ai modelli progettuali lecorbuseriani, "riassunto poetico del percorso labirintico dell' architettura moderna" [Manfredo Tafuri]; la Banca d'Italia a Padova [1968-74], "oggetto prezioso e di alto magistero formale", ed il Teatro popolare di Sciacca [1974], iconico assemblaggio di forme "primitive" [Un tronco di cono, un parallelepipedo ed un tronco di piramide] in dialogo con il paesaggio. Muore a Roma nel 1983.
Breve bibliografia:
Agostino Renna, Antonio De Bonis e Giuseppe Gangemi, Costruzione e progetto, La valle del Belice, CULP, Milano, 1979, pagg. 258-261;

Giuseppe Samonà, 50 anni di professione, Kappa, Roma 1983;

Marina Montuori [a cura di], 10 maestri dell'architettura italiana, Lezioni di progettazione, Documenti di architettura, Electa Milano;

G. Marinoni, Metamorfosi del centro urbano, Il caso Gibellina, Lotus n.69;

P. Lovero, La Professione dell'Urbanistica - Architettura. Progetti dello studio Giuseppe ed Alberto Samonà 1968-1972, Controspazio n.2, 1973;

Giuseppe Samonà, L'unità architettura urbanistica. Scritti e Progetti 1932-1973, Franco Angeli, Milano, 1978;

AA.VV., Giuseppe Samonà. 1923-1975 Cinquant'anni di architetture, Officina, Roma 1980;

Manfredo Tafuri, Due maestri: Carlo Scarpa e Giuseppe Samonà, Storia della architettura italiana 1944-1985, Einaudi, Torino 1986;

A. Belluzzi e C. Conforti, Architettura italiana 1944-1984, Laterza, Bari, 1985;

G. De Giorgi, Il dibattito architettonico in Italia 1945-1975 - Giuseppe Samonà, Bulzoni, Roma, 1977;

C. Doglio e P. Venturi, Giuseppe Samonà, La pianificazione organica, Cedam, Padova, 1977;

Francesco Tentori, Giuseppe e Alberto Samonà, Universale di Architettura, 1997,

Giuseppe Samonà, La casa popolare, E.P.S.A. , Napoli, 1935;

Giuseppe Samonà, I monumenti italiani: il duomo di Cefalù, La Libreria dello Stato, Roma, 1939;

Giuseppe Samonà, Il duomo di Cefalù, Nuove Grafiche, Roma, 1940;

Giuseppe Samonà, L'urbanistica e l'avvenire della città negli stati europei, Laterza, Bari, 1959;

Giuseppe Samonà, La nuova dimensione urbana in Francia, Marsilio, Vicenza, 1966;

Giuseppe Samonà, Gli insediamenti residenziali nel territorio di Mestre-Venezia, Cluva, Venezia, 1966;

Giuseppe Samonà [con altri], Piazza San Marco. L'architettura, la storia, le funzioni, Marsilio, Venezia, 1970;

Giuseppe Samonà, La casa popolare degli anni '30, Marsilio, Padova, 1973;

Breve itinerario di architettura moderna a Palermo, Domus, n. 388, marzo 1962, pag. 10;

Giuseppe Samonà e il teatro di Sciacca. Venticinque disegni per una architettura, Nuova Presenza, Palermo, 1982;

Giuseppina Marcialis, Il contributo di Giuseppe Samonà, Urbanistica, 1985, n. 78.

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progetti
Centrale elettrica per l'Enel a Trapani
1962
con: Alberto Samonà
Piano di ricostruzione di Gibellina
1970
con: Vittorio Gregotti e Ludovico Quaroni
Progetto per il Centro civico, commerciale e culturale di Gibellina
1971
con: Alberto Samonà, Vittorio Gregotti e Gianni Pirrone
Il Municipio di Gibellina
1971
con: Alberto Samonà, Vittorio Gregotti e Gianni Pirrone
Centro sociale, Biblioteca e Teatro a Gibellina
1971
con: Alberto Samonà, Vittorio Gregotti e Gianni Pirrone
Mercato e sala conferenza a Gibellina
1971
con: Alberto Samonà, Vittorio Gregotti e Gianni Pirrone
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