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| Nato a Napoli nel 1932, si laurea in architettura a Roma nel 1958. Dall'anno successivo collabora con il padre Giuseppe Samoną e Giuseppina Marcialis. Inizia l'attivitą accademica a Roma con Adalberto Libera e Ludovico Quaroni e dal 1960 č assistente di Ignazio Gardella a Venezia. Nel 1957, dopo un convegno a Lucca, costituisce insieme ad un gruppo d'architetti il SAU, Societą di architettura ed urbanistica [con, tra gli altri, Luisa Anversa, Carlo Aymonino, Leonardo Benevolo, Italo Insolera, Carlo Melograni e Michele Valori], stilando una dichiarazione di principi basati sul rinnovamento ideale, morale e pratico dei problemi legati all'espressione architettonica, alla pianificazione urbanistica ed all'impegno culturale. E' professore incaricato a Palermo dal 1965 al 1969; nominato professore ordinario nel 1970, ha insegnato nella Facoltą di Architettura di Palermo sino al 1976 ed a Napoli fino al 1984.
Nel 1985 č chiamato presso la Facoltą di Ingegneria della Universitą di Roma II. L'attivitą di ricerca sul problema dei centri antichi [da cui scaturicono i Seminari di Gibilmanna 1970-1986], le ricerche per conto del CNR e la creazione del periodico "Confronto" 1982-1986, sono strettamente connesse all'attivitą progettuale: ricordiamo il concorso per il Centro Direzionale di Torino [1962] dove con Giuseppe Samoną danno vita ad un gruppo di lavoro a cui partecipano, tra gli altri, Costantino Dardi, Valeriano Pastor, Luciano Semerani e Gigetta Tamaro, che crea le basi per una continuitą professionale e didattica con la scuola di Venezia; il Concorso nazionale per la nuova sede della facoltą di Scienze e Farmacia dell'universitą di Messina [1966], il concorso per il quartiere Cep alle Barene di San Giuliano, Venezia-Mestre [con Giuseppe Samoną Luigi Piccinato e Giovanni Astengo] ed il progetto per il nuovo
centro di Gibellina [con Giuseppe Samoną, Vittorio Gregotti e Gianni Pirrone], che rivelano il legame tra progettazione architettonica ed urbanistica caro anche al padre Giuseppe Samoną con cui, dal 1983, fonda lo "Studio Samoną". Muore a Roma nel 1993. |
Breve bibliografia:
Antonio Angelillo, Alberto Samoną, 10 anni di professione, Casabella 602, giugno 1993, pag. 34;
G. Marinoni, Metamorfosi del centro urbano, Il caso Gibellina, Lotus n.69;
Agostino Renna, Antonio De Bonis e Giuseppe Gangemi, Costruzione e progetto, La valle del Belice, CULP, Milano, 1979, pagg. 258-261;
P. Lovero, La Professione dell'Urbanistica - Architettura. Progetti dello studio Giuseppe ed Alberto Samoną 1968-1972, Controspazio n.2, 1973;
Francesco Tentori, Giuseppe e Alberto Samoną, Universale di Architettura, 1997,
Alberto Samoną, Teorie della progettazione architettonica, Dedalo Libri, Bari, 1968;
Alberto Samoną, L'ordine dell'architettura, Il Mulino, Bologna, 1970;
Alberto Samoną, La progettazione architettonica, Il Mulino, Bologna, 1973;
Alberto Samoną, Si puņ insegnare a progettare?, Il Mulino, Bologna, 1973;
Alberto Samoną, Architettura e politica, Il Mulino, Bologna, 1974;
Alberto Samoną, Il palazzo dei Soviet - 1931/33, Officina, Roma, 1976;
A. Samoną, M. Canestrari e A. Sichenze, La casa nell'esperienza dell'architettura contemporanea, Officina, Roma, 1976;
A. Samoną e C. Doglio, Oggi, l'architettura, Feltrinelli, Milano, 1974;
Alberto Samoną, Ignazio Gardella e il Professionismo Italiano, Officina, Roma, 1981;
Giuseppe Samoną, L'unitą architettura urbanistica. Scritti e Progetti 1932-1973, Franco Angeli, Milano 1978;
AA.VV., Giuseppe Samoną. 1923-1975 Cinquant'anni di architetture, Officina, Roma 1980.
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Riferimenti esterni:
www.geocities.com/SiliconValley/Lab/3811 |
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